Michele Fanesi

Michele Fanesi

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Sono iscritto al PD di Ancona da un anno e mezzo. Ho sempre votato per il PD, ma ora che sono in pensione, ho voluto iscrivermi per poter dare un contributo sostanziale alla vita del Partito e in particolare a quella del mio Circolo. Ho notato, però, che non erano programmate riunioni periodiche, ma solo in relazione ad eventi particolari, come una scadenza elettorale.

Questo fatto mi ha un po’ deluso, perché credo che un partito popolare come il PD non possa vivere solo in certi momenti e rimanere ibernato per il resto del tempo. Allora ho parlato con altri iscritti, alcuni dei quali lo sono da un tempo analogo al mio, e insieme abbiamo deciso di cercare di rinnovare la vita del Circolo. All’inizio si pensava di affrontare, in ogni riunione, un argomento di interesse generale (ad esempio l’immigrazione) ovvero locale (la viabilità di Ancona, il verde, eccetera). Poi è subentrato l’argomento “referendum costituzionale” e sono entrato nel pieno dell’attività offrendomi volontario, insieme ad altri compagni, per fare banchetti nei diversi quartieri della città allo scopo di raccogliere le firme per il SI al referendum.

Devo dire che è stata una bella esperienza, perché mi ha permesso di avvicinarmi ai cittadini di Ancona. Ho anche incontrato molta gente che ha criticato l’operato del PD, tanto nazionale quanto locale, persino gente che mi ha insultato, ma anche molti altri che mi hanno ringraziato per quello che facevo.

Ora l’esperienza della raccolta delle firme è terminata, ma al Circolo (il Terzo) abbiamo deciso di riunirci una volta la settimana per discutere sui problemi del momento. Questo appuntamento fisso è importante, perché è la prova che il Partito è vivo. Purtroppo siamo ancora in pochi a riunirci, ma cercheremo in ogni modo di coinvolgere tutti gli iscritti.

Un altro problema che affligge il PD, almeno ad Ancona, è la scarsità di giovani. Perciò credo che sia indispensabile aprirsi ai loro problemi ed entrare nella loro mentalità. I giovani sono il futuro di ogni Partito e non dobbiamo mai dimenticarlo. Si potrebbero promuovere iniziative dirette particolarmente ai giovani, dibattiti che li facciano diventare protagonisti e che diano nuova linfa alla vita dei Circoli. Un grande aiuto in tal senso è dato sicuramente da Internet e, in particolare, da questo sito, che permetterà di avvicinare molti giovani spesso altrimenti irraggiungibili.

Deve instaurarsi una osmosi costante tra Partito e cittadinanza, che spinga i cittadini non iscritti ad affacciarsi ai Circoli e interessarsi alla loro vita. Non c’è niente di male se il Circolo sarà frequentato anche da non iscritti, purché essi vengano per dare un contributo reale. Ciò che conta più di ogni altra cosa, in un Partito popolare come il PD, non è la tessera, la quale in fondo non è che il completamento formale di un impegno politico che il cittadino sente vivo nella propria coscienza, ma il desiderio di contribuire con la propria attività alla vita politica della città, discutendo e operando per il raggiungimento di scopi comuni.

Certo, si tratta di un vero cambio di mentalità. La motivazione dell’iscrizione deve provenire non dal perseguimento di un obiettivo personale (la carriera, la possibilità di poter raggiungere più facilmente un certo risultato), ma esclusivamente dalla consapevolezza di svolgere un servizio pubblico e dall’entusiasmo che viene dal fatto di poter dare disinteressatamente un contributo al miglioramento della vita della propria città.

Il Circolo è la cellula del PD, dalla quale devono provenire tutte le proposte di cambiamento. Dobbiamo abituarci a rovesciare il ragionamento che di solito facciamo: aspettare che vengano delle direttive dall’alto. Dobbiamo essere noi coloro che fanno le proposte, noi che siamo chiamati a designare i nostri rappresentanti a dare a loro le motivazioni che li spingano a portare avanti le loro battaglie, che sono anche nostre. Se così non fosse, si creerebbe una frattura incolmabile tra gli organismi decisori (gli amministratori) e la base del PD, una frattura che spesso constatiamo nella realtà, quando non comprendiamo il perché di certe decisioni che ci vengono imposte. Non si può dare la colpa a chi comanda, perché siamo in una democrazia e gli organismi decisori sono stati eletti da noi. Si tratta di una questione di maturità politica. Non dobbiamo, però, mai cadere in una polemica sterile, ma avanzare proposte costruttive, cioè volte a dimostrare che certe scelte sono migliori di altre sulla base di ragionamenti logici, che si fondano su fatti reali.

Solo se saremo animati da un autentico entusiasmo in ciò che crediamo e da spirito di servizio per la comunità a cui apparteniamo, potremo contribuire a fare grande un Partito che vanta una lunga tradizione storica, nel solco della quale noi potremo collocarci.

Ci vediamo mercoledì 30 alle 17.00 presso il Palaindoor di Ancona insieme a Matteo Renzi. Parcheggio gratuito e comodo per chi viene da fuori Ancona.

Patto per Ancona”

per Valeria Mancinelli Sindaco

PD – Scelta Civica per Ancona – UdC – Verdi – PSI - Ancona2020

 

A) PUNTI PROGRAMMATICI ….............................. pag.1

B) QUADRO DELLE REGOLE ….............................. pag. 15

 

A) PUNTI PROGRAMMATICI

 

PREMESSA

La definizione dei punti programmatici per una nuova proposta di governo della città, passa per un quadro chiaro della situazione di bilancio dell'ente e per un recupero di autonomia finanziaria.

Il Patto di stabilità interno ha limitato progressivamente l'autonomia finanziaria degli Enti Locali; oggi, in concomitanza con la drastica riduzione dei trasferimenti dallo Stato, rischia di essere tanto penalizzante da non garantire un livello accettabile dei servizi essenziali, quali i servizi sociali e scolastici, l'igiene ed il decoro urbano, la manutenzione degli spazi e delle strutture pubbliche. Di fronte a questa eventualità e verificati i possibili margini di risparmio e le eventuali maggiori entrate, un capoluogo di Regione può e deve rimettere in discussione il vincolo, valutando la possibilità di eventuali sforamenti e lavorando di concerto con altri Enti Locali per una revisione del Patto a livello nazionale(1).

Nel dettaglio del reperimento delle risorse occorre innanzitutto operare una revisione complessiva della gestione dell'organizzazione comunale finalizzata ad ulteriori risparmi di gestione ed alla valorizzazione di asset non strategici; alcuni esempi:

- Riduzione delle spese correnti attraverso la progressiva eliminazione dei contratti di locazione degli uffici con trasferimento degli uffici presso immobili di proprietà (percorso già avviato,a medio/lungo termine si stima un risparmio di circa 1 mln di €/anno); revisione dei contratti di spesa telefonica con taglio drastico dei costi (risparmio stimato 300 mila Euro); in accordo con il personale ed i Sindacati e vista la necessità di garantire l'apertura al pubblico anche il sabato, è possibile incentivare la revisione dell'orario di lavoro anche su base volontaria, con eliminazione del rientro pomeridiano e turno prefestivo (risparmio sull'erogazione dei buoni pasto); risparmi sulla spesa per gli approvvigionamenti energetici puntando sull'efficientamento energetico e sull'impiantistica da fonti rinnovabili per gli immobili comunali e per i contratti di servizio con le aziende (es. efficientamento della rete di pubblica illuminazione).

- Riorganizzazione delle società pubbliche di gestione dei servizi attraverso aggregazioni di funzioni e mantenimento di partecipazioni solo in aziende che si ritengano strategiche e strettamente istituzionali, con l'eventuale alienazione delle altre partecipazioni (es. Marina Dorica, Zipa, Aeroporto ecc..), finalizzando il ricavato alla riduzione dell’indebitamento.

  • Accordi di area con i Comuni contermini destinati alla creazione di unioni comunali per lo svolgimento condiviso di funzioni. Il costo del personale verrebbe così ripartito su più comuni e si utilizzerebbero meglio le risorse; inoltre, anche alla luce delle previsioni di cui all’art.9, DL n. 95/12, la collaborazione con gli altri Enti Locali può ottimizzare l’attività di accertamento e controllo ed agevolare l’attività di recupero dell'evasione.

Vi è poi la necessità di aumentare le voci di entrata:

- implementare e stabilizzare la capacità di reperimento fondi provenienti da bandi pubblici, attraverso la formazione ed incentivazione di personale interno dedicato.

- Destinare i risultati del recupero dell’evasione fiscale alla riduzione di imposte e tariffe (IMU, addizionale IRPEF, rette per gli asili etc...), per garantire politiche più incisive nella redistribuzione del carico fiscale tra le diverse fasce sociali nel rispetto dell'equità di trattamento e del principio tributario “pagare tutti-pagare meno”.

- Sempre nel rispetto del principio di equità fiscale, occorre incentivare l’attività istituzionale a fianco dell’ANCI per la revisione degli estimi catastali.

L’introduzione dell’IMU, senza un’incisiva azione sulle revisione delle rendite catastali, ha infatti amplificato la sperequazione fiscale, mentre la proposta dei Comuni, quali primi “ricognitori” del territorio in grado di rilevare incongruità nelle rendite assegnate, può riequilibrare il sistema.

 

0. ANCONA CAPOLUOGO

0.1 Recupero del ruolo di capoluogo regionale attraverso un rapporto più stabile e proficuo con gli Enti sovraordinati e le comunità limitrofe, ponendosi a capo di progetti di condivisione di servizi locali, di risorse, di progetti di sviluppo economico (rafforzare in particolare il rapporto con l'area metropolitana verso Falconara e Jesi).

0.2 Rafforzamento del ruolo di Ancona all'interno della Macroregione Adriatica , anche in funzione del Segretariato Adriatico-Ionico, da applicare stabilizzando i rapporti economici e culturali con la sponda balcanica, in collaborazione con Camera di Commercio e UNIVPM. Particolare attenzione dovrà essere posta ai progetti di gemellaggio con le città adriatiche, balcaniche e del Mar nero, che per il loro valore di integrazione culturale ed economica godono di finanziamenti da parte della CE.

 

1. GOVERNO DEL TERRITORIO

1.1 Urbanistica

Sviluppare il concetto di “consumo zero di suolo” in “eco-rigenerazione urbana”. Il concetto di limitare il consumo di aree libere non è sufficiente a garantire una reale riduzione dell'impatto ambientale della città: parallelamente allo stop per nuove edificazioni in aree vergini, vanno incentivati il recupero e la rifunzionalizzazione degli edifici esistenti con interventi che migliorino complessivamente il bilancio ecologico della città, aumentando l'efficienza energetica degli edifici ed il grado di biodiversità all'interno del tessuto urbano, puntando ad una distribuzione di carico urbanistico e di servizi più consona ad una mobilità sostenibile.

Nel dettaglio:

Riprendere la redazione del nuovo Piano urbanistico: interrompere lo stillicidio di varianti parziali al P.R.G. Che non rientrano in un progetto complessivo di revisione del Piano utile ad aggiornare le previsioni urbanistiche pensate negli anni ottanta ed oggi non più rispondenti alle esigenza della città.

Salvaguardare le direttrici strategiche del Piano di Sviluppo del Porto: è fondamentale perseguire gli obiettivi fondamentali del Piano, che riguardano, in particolare:

  • la restituzione ad un uso “urbano” del Porto storico e dell'area del Mandracchio;

  • la elettrificazione della banchine di attracco navi crociere e traghetti;

  • la realizzazione di spazi idonei ed attrezzati per il traffico commerciale nella nuova darsena, con particolare riferimento all'area container, il cui transito è in significativa crescita, e alla realizzazione delle opere di difesa previste dal Piano Regolatore Portuale (in primis la banchina rettilinea) ;

  • la realizzazione della piastra intermodale nave-ferro alla nuova darsena (allungamento binari esistenti).

  • il potenziamento dei cantieri minori con le opere di difesa a mare;

  • la realizzazione di un collegamento stradale diretto tra lo scalo commerciale e la grande viabilità;

A breve/medio termine, la coalizione si impegna ad ottenere dal Ministero delle Infrastrutture una risposta circa l'empasse della procedura di project per la realizzazione dell'uscita Ovest.

E' inoltre possibile ottenere nel breve termine, previo accordo con l'A.P., un rapido recupero del fronte mare nord, dalla Stazione Marittima sino alla stazione VV.FF., attraverso la non riassegnazione delle concessioni per l'uso commerciale delle banchine, la possibilità di riconversione della Mensa Fincantieri ad usi compatibili con la nuova funzione urbana del porto storico (volumi turistico-ricettivi, commercio e/o park), sapendo peraltro che la stessa è prevista in demolizione dal Piano.

Utilizzare tutti gli strumenti legislativi utili alla riqualificazione di aree urbane dismesse o sottoutilizzate, quali Vallemiano-via Marchetti, zona industriale di Collemarino, Palombella, zona p.le Loreto etc...utilizzando in particolare lo strumento urbanistico “PORU” (L.R.22/2011) che prevede la possibilità di riattivare volumetrie dismesse o sottoutilizzate conformemente al tessuto urbano, garantendo al Consiglio comunale il pieno controllo della qualità e della tempistica degli interventi.

In particolare, a medio termine la coalizione si impegna a riqualificare il quartiere della Palombella con i seguenti interventi mirati:

- per l'ex-Fornace Verrocchio si propone di ubicarvi una nuova struttura per l'ostello della Gioventù la realizzazione di un parcheggio auto a servizio della Stazione, servito da idoneo attraversamento pedonale in quota (da finanziare con intervento privato);

- per l'Ex-Birra Dreher si propone la realizzazione di una piazza pubblica per il quartiere, con un edificio a destinazione pubblica e, nell'area limitrofa, spazi gioco per bambini (intervento già in parte finanziato sul Piano Triennale delle OO.PP.).

- per l'Ex- Angelini, è possibile procedere rapidamente al bando per l'intervento di bonifica dall'Amianto (già finan; eventuali usi futuri sono legati ai rilievi della zona in frana.

Ridare slancio al Piano di sviluppo del Porto e all'obiettivo prioritario di recuperare l'arco storico alla città e garantire spazi idonei allo sviluppo dei traffici, adeguando il Piano regolatore portuale alle indicazioni emerse in sede di VIA per le Opere (problematica A.C.-A.P.-Regione-Ministero).

Garantire un efficace e rapido recupero dei tanti edifici pubblici e privati dismessi, attraverso strumenti di valorizzazione che garantiscano l'utilità pubblica degli interventi, tempi certi di realizzazione, un efficace controllo da parte del Consiglio Comunale, e e favoriscano l'insediamento di attività che diano impulso allo sviluppo economico. A questo proposito, stante la necessità di ricorrere al sostegno del privato negli interventi di recupero del tessuto edilizio degradato, si evidenzia la difficoltà da parte del mercato immobiliare di assorbire e rimettere in funzione queste volumetrie, con evidenti ricadute negative per l'intera collettività. E' pertanto necessario adeguare gli strumenti urbanistici esistenti affinché siano in grado di contemperare l'utilità pubblica con le esigenze di equilibrio economico-finanziario della parte proprietaria; in particolare, rispetto agli oneri aggiuntivi a carico dei proprietari, legati all'incremento di valore addotto dalla modifica di destinazione urbanistica, occorre aggiornare gli importi in funzione dell'effettivo andamento del mercato immobiliare nella zona di intervento. Gli oneri ricavati potranno essere vincolati dal Comune al finanziamento di nuove Opere Pubbliche.

La coalizione, a breve termine, si impegna a predisporre una soluzione amministrativa definitiva per l'edificio dell'ex-cinema-teatro Metropolitan, dove si ritiene di intervenire attraverso un progetto unico che permetta al privato il recupero dell'immobile con una operazione economicamente sostenibile, mantenendo al suo interno una destinazione pubblica. Tale intervento dovrà, in particolare, adeguarsi aicontenuti promossi dalla Soprintendenza (cfr. Sopr. Cozzolino, 2012), consentendo una variante che riduca il vincolo della sala pubblica da settecento posti ad uno spazio pubblico da 300 posti, come da Delibera di Consiglio predisposta dall'Amministrazione uscente.

Esistono strumenti urbanistici in grado di permettere all'Amministrazione comunale la possibilità di verificare la qualità e la tempistica dell'intervento, dando le opportune garanzie circa l'utilità pubblica della variante.

Revisione degli accordi di programma tra Comune-Regione-Asur per la valorizzazione dei contenitori sociosanitari, verificando la possibilità di includervi anche il rifinanziamento della RSA già prevista all'ex-Tambroni, oltre ad alcuni immobili Comunali presenti nel Piano delle Alienazioni (es. ex Tribunale Austriaco di vias Cialdini) e quelli di altri Enti pubblici non compresi (es. ex-palazzo di vetro della Provincia); verificare la possibilità di costituire un Fondo unico per la gestione del patrimonio immobiliare complessivo e conseguentemente aggiornare il Piano delle varianti urbanistiche in funzione di eventuali riutilizzi di quota parte dei volumi per finalità pubbliche e sociali (es. abitazioni per giovani coppie, fascia grigia etc..., spazi di uso pubblico).

La coalizione si impegna, a breve termine, ad aprire un tavolo di concertazione con i diversi Enti che hanno in bilancio l'alienazione di immobili pubblici in città, per un eventuale riutilizzo degli stessi che consenta di risparmiare risorse e per coordinare l'eventuale ricorso al fondo FIV_plus della Cassa Depositi e Prestiti utile ad una rapida e certa realizzazione degli importi.

 

Mettere in campo maggiori agevolazioni sulla fiscalità locale e sulle procedure burocratiche per chi recupera volumi costruiti applicando criteri di riduzione degli impatti ambientali.

Individuare nuove soluzioni per incrementare l'offerta abitativa (dal recupero dell'esistente) per la fascia grigia.

1.2 Mobilità:

Tornare a perseguire l'obiettivo di aumentare la competitività del trasporto pubblico locale, a partire dal potenziamento della velocità commerciale dei bus attraverso nuove corsie preferenziali, una verifica del sistema delle linee radiale con eventuali rotture di carico e inserimento di più linee circolari, progressiva eliminazione delle sovrapposizioni tra le corse, estensione della positiva esperienza di preferenzialità semaforica, tariffazioni integrate con l'utilizzo dei parcheggi scambiatori e a corona del centro, nonché sviluppando le esperienze di car-pooling già in essere e sperimentando modalità di trasporto miste come il bici-bus, anche al fine di “avvicinare” i quartieri della terza Ancona alla città. Coerentemente con la riapertura del porto verso la città e l'eliminazione delle barriere Schengen, realizzare a medio termine la via sottomare per l'accesso alla base dei corsi ed il conseguente alleggerimento di via XXIX settembre-via Loggia-via Vanvitelli.

La coalizione si impegna, a medio termine, ad aprire un tavolo di concertazione con i diversi Enti che hanno in bilancio l'alienazione di immobili pubblici in città, per un eventuale riutilizzo degli stessi che consenta di risparmiare risorse e per coordinare l'eventuale ricorso al fondo FIV_plus della Cassa Depositi e Prestiti per una rapida e certa realizzazione.

Recupero e pieno utilizzo delle stazioni ferroviarie urbane (es. Passo Varano e Torrette). Studiare anche la possibilità di istituire nuove ZTL (es. alcune porzioni del colle Guasco).

In considerazione della necessità di aumentare, in termini di qualità e diversificazione, le funzioni del centrocittà, si ritene utile aggiornare il Piano Parcheggi attraverso una chiara e riconoscibile politica della sosta che sia direttamente connessa ad una visione urbanistica unitaria per l'intera zona; realizzare nuovi parcheggi è quindi una scelta politica che va connessa alle nuove funzioni che si vogliono dare e/o a quelle che si intendono implementare nella zona interessata; la nostra scelta vuole agevolare la sosta veloce a supporto delle zone ad alta densità commerciale (es. spina dei corsi ed area di C.so Amendola) e drenare i flussi di traffico privato fornendo ai cittadini adeguate e convenienti alternative; occorre in questo senso potenziare i parcheggi pubblici in prossimità del centro ma possibilmente fuori dai flussi viari più congestionati, rispondendo quindi alla domanda di sosta dei residenti con parcheggi pertinenziali nella zona centrale della città e di relazione al di fuori del centro storico. In particolare, la creazione di parcheggi pertinenziali comporterebbe la liberazione di stalli su strada da destinare all'ampliamento dei marciapiedi e ad eventuali spazi dedicati alla sosta veloce.

La coalizione si impegna, nel medio termine, a permettere la realizzazione di nuovi parcheggi pertinenziali nelle zone “dense” della città dove gli stabili sono scarsamente attrezzati di spazi per la sosta privata (centro storico, Rione Adriatico, Piano S. Lazzaro), attraverso un aggiornamento del P.U.P. (Piano Urbano dei Parcheggi); eventuali dotazioni di parcheggi pubblici richiesti per Legge a seguito del riuso degli immobili dismessi potranno essere anche interrati e dovranno comunque concentrarsi in aree che non confliggano con le direttrici di maggior traffico.

Analogamente occorre ripensare il precedente piano della Mobilità salvaguardando ed eventualmente ampliando, in un processo fortemente condiviso con la cittadinanza, l'isola pedonale e l'area ZTL del centro storico, istituendo “zone 30” che consentano una più sicura e vivibile fruizione delle strade ad alta densità di pedoni. Va inoltre recuperata l'ipotesi di una rete di piste ciclabili integrata con i tracciati già realizzati, anche in funzione di percorsi turistici finalizzati alla conoscenza e alla valorizzazione del sistema dei Parchi e dei Forti della città e collegata al Parco del Conero (vedi punto 1.3). Un sistema da mettere in relazione con altrettante esperienze di piste e percorsi ciclabili realizzati nel territorio di diversi Comuni della Provincia di Ancona, da Sirolo e Numana a Falconara, Chiaravalle, Senigallia, Jesi, etc..

Al fine di incentivare e promuovere l'introduzione di mezzi elettrici di trasporto va definito un progetto che indichi la dislocazione di colonnine per la ricarica dei mezzi elettrici e aree di sosta dedicate, insieme alla progressiva conversione al mezzo elettrico e/o comunque a minor impatto ambientale, del parco macchine comunale e di quello di servizio delle aziende partecipate.

Pur avendo a riferimento la complessità delle condizioni economiche dell'azienda di trasporto pubblico Conerobus circa la consistente contrazione dei trasferimenti nazionali e regionali, inversamente proporzionali alla lievitazione dei costi dei carburanti e delle spese di gestione, vanno incentivate forme di convenzionamento già sperimentate per alcuni Enti Pubblici, utili a promuovere l'utilizzo del mezzo pubblico per i percorsi casa-lavoro, così come l'introduzione di ticket “flessibili” per periodi dell'anno, per la partecipazione ad eventi o festivi per famiglie.

Vanno inoltre ridefinite e aggiornate le funzioni e gli ambiti vocazionali di M&P anche alla luce di innovative esperienze avviate con l'introduzione del pagamento via telefonino della sosta, la messa a disposizione di bici elettriche e l'avvio dell'utilizzo degli spazi pubblicitari all'interno dei parcheggi coperti.

1.3 Ambiente:

l'interrelazione tra ambiente, turismo e cultura deve rappresentare il cardine attorno cui sviluppare nuove politiche di sviluppo del territorio in un ottica di sostenibilità futura.

La salvaguardia del territorio e del mare diventa quindi la condizione preordinata ad ogni altra politica strategica; occorre eseguire un monitoraggio completo del territorio in ordine alle criticità geomorfologiche e sismiche, programmando secondo scale di priorità e di intesa con Regione e Provincia, gli interventi di messa in sicurezza, controllo e salvaguardia delle zone a rischio.

Riprendere all'interno della Comunità il processo di sviluppo del Parco del Conero con l'obiettivo di integrare le politiche di tutela e valorizzazione della componente naturalistica con il tessuto economico locale. La valenza naturalistica e la tutela della biodiversità sono fattori che producono valore aggiunto ed occasioni di sviluppo economico ancora marginalmente valorizzate; puntare al marchio territoriale del Conero (es. “Terre del Conero”) come il brand sui cui far confluire proposte di promozione turistica, dal traffico crocieristico alla nautica da diporto, dal turismo estivo a quello ambientale, dal cicloturismo al turismo enogastronomico.

Da questo punto di vista occorre riprendere con convinzione il percorso verso la costituzione dell'Area Marina protetta da condividere con la cittaidnanza e con tutte le categorie degli operatori, il che significa anche ribadire la contrarietà alla realizzazione di un terminal gasiero al largo delle nostre coste senza un Piano industriale che definisca la politica energetica a scala nazionale ed in assenza di adeguate garanzie sulle ricadute ambientali dell'attività industriale connessa.

Anche l'accessibilità e la riconoscibilità del Parco sono fattori importanti: va verificata l'ipotesi di ampliamento del perimetro del Parco nelle zone periurbane in relazione alle indicazioni del Documento programmatico per il nuovo Piano (es.zona via della Ferrovia, Parco del Cardeto...), aumentando la fruibilità e l'accessibilità “dolce” al Parco (percorsi pedonali e ciclabili dedicati, trasporto pubblico potenziato, potenziamento delle iniziative di promozione, come la chiusura domenicale al traffico privato della provinciale del Conero, implementazione di aree di sosta attrezzate, percorsi benessere, centri didattici su agricoltura, agriturismo, artigianato artistico ed imprese culturali/ricreative anche in collaborazione con l'UNIVPM (es. Selva di Gallignano).

Porre in campo azioni concrete per risolvere alcune situazioni ambientali critiche, a partire dalla problematica delle polveri sottili, sulla quale occorre promuovere sinergie presso gli Enti competenti (Regione, Ministero dell'Ambiente e Tutela Territorio e Mare, Ispra, Arpam, Università) per predisporre un Piano di interventi e corrispondenti forme di finanziamento. Occorre poi mettere in campo strategie ed azioni mirate finalizzate a ridurre la problematica delle emissioni in un'ottica strutturale, a partire da politiche che puntino dalla elettrificazione delle banchine di ormeggio del terminal crociere e dei traghetti, fino al potenziamento del sistemi dei parcheggi a corona del centro utile ad aumentare il ricorso al mezzo pubblico.

Mettere in atto interventi innovativi sull'efficienza energetica degli edific pubblici e sulla pubblica illuminazione; promuovere l'utilizzo di fonti rinnovabili.

 

1.4 Sicurezza

La crisi economica che attraversa il Paese determina situazioni di forte disagio sociale anche nella nostra città, acuendo la percezione dell'insicurezza sopratutto nei quartieri dove il disagio si manifesta con più evidenza. Compito di una amministrazione è senza dubbio quello di garantire piene condizioni di vivibilità e fruibilità degli spazi pubblici, obiettivo che non può prescindere dalla valorizzazione del senso civico di ogni cittadino. L'Amministrazione deve quindi incentivare quelle attività che coinvolgono i cittadini nei processi decisionali, aiutano l'integrazione delle diverse esigenze e la condivisione delle scelte, aiutano a rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. In questo senso appare fondamentale l'attività fornita sino ad oggi dalle Circoscrizioni e che può essere ereditata e potenziata dai “Consigli Territoriali” (cfr. paragrafo 5), attraverso la costituzione di corsi di lingua e recupero scolastico per i cittadini stranieri, gruppi di ascolto sulle patologie più diffuse, comitati per l'organizzazione di attività socio-educative legate ai diversi quartieri etc...Parallelamente, va rafforzato l'impegno il ruolo e l'impegno del comitato per l'ordine e la sicurezza, attraverso azioni di controllo e prevenzione sul territorio e l'implementazione dei sistemi di sorveglianza attiva, evitando di lasciare ai cittadini l'onere di organizzare in maniera autonoma la vigilanza del territorio.

 

2.POLITICHE SOCIALI E SPORT

La crisi economica è ormai anche sociale,le nuove povertà si aggiungono alle sacche di disagio già esistenti, creando un quadro drammatico che chiama ad interventi forti e ad un cambio di approccio al problema da parte dell'Ente comunale.

2.1 riscrittura del Piano d'Ambito, da adeguare a medio termine alla nuova domanda assistenziale ed alla riduzione delle risorse, con sistemi di taratura e verifica della risposta. Controllo stringente sulla qualità dei servizi e sul sistema degli appalti.

2.2 verifica della rete dei presidi socio-sanitari (ospedalieri, ambulatoriali, primo soccorso, post-acuzie, RSA), attraverso una nuova concertazione con Regione ed Asur (rif, punto 1.1). Si evidenzia in particolare la necessità di tarare adeguatamente l'offerta dei posti letto per la città, considerando che la struttura dell'Az. Ospedaliera Umberto I-Lancisi-Salesi è a servizio dell'intera Regione, così come appare essenziale garantire che il “nuovo Salesi” mantenga le caratteristiche di strttura specialistica a servizio dell'infanzia (cfr. riconoscimento IRCSS).

2.3 Piano di intervento complessivo per una città più a misura delle fasce deboli, delle famiglie in difficoltà, numerose e delle giovani generazioni. In particolare si ritiene prioritario realizzare a breve termine un sistema di agevolazioni tariffarie diretto ai settori di popolazione più svantaggiati per l'accesso ad alcuni servizi comunali essenziali (trasporto pubblico, strutture socio-assistenziali, spazi di ritrovo e svago) ed al sistema imprenditoriale locale in difficoltà. Per le famiglie in difficoltà e numerose ci s’impegna a valutare e ad individuare forme d’intervento solidale, con particolare riguardo ai casi in cui ci sia la presenza di minori o problematiche di tipo occupazionale. Farsi inoltre parte attiva nei confronti della Regione per l'approvazione della PdL sul reddito minimo garantito già agli Atti del Consiglio regionale.

Attivare una serie di “Patti civici” dove l'Amministrazione assegna formalmente a gruppi di cittadini organizzati la gestione e la manutenzione di spazi e strutture comunali, che mantengono l'uso pubblico e vivono dell'iniziativa collettiva (emblematico l'esempio della Casa delle Culture, dove uno spazio pubblico autogestito diventa occasione di responsabilizzazione dei cittadini e luogo di alta qualità sociale), anche introducendo dei corrispettivi in termini di agevolazioni tariffarie.

Prevedere con le medesime modalità spazi pubblici di aggregazione per gli adolescenti (soprattutto in centro città).

2.4 verificare con altri Comuni del territorio, Provincia, Regione, associazioni di categoria ed Istituti di Credito, la possibilità di costituire una società di microcredito per erogare piccoli finanziamenti a sostegno delle attività di microimpresa e per favorire occupazione e lavoro.

2.5 riorganizzazione ed ottimizzazione dell'utilizzo degli immobili comunali per scopi socio-educativi da parte di privati, attraverso la pubblicizzazione e l'aggiornamento periodico delle disponibilità.

2.6 METTERE IN ATTO UNA FORTE AZIONE DI RIQUALIFICAZIONE DELL'IMPIANTISTICA SPORTIVA ATTRAVERSO PROTOCOLLI D'INTESA CON IL CONI, CREDITO SPORTIVO E REGIONE MARCHE; RIORGANIZZAZIONE ED EFFICENTAMENTO DEL LORO UTILIZZO.

2.7 completare il monitoraggio dell'edilizia scolastica in carico al Comune ed approntare un Piano di recupero e valorizzazione del patrimonio edilizio scolastico, operando una corretta mediazione tra la necessità di aggregare la popolazione studentesca e l'opportunità di mantenere attivi dei veri e propri presidi sociali nei quartieri.(vedi scheda Foresi)

 

  1. SERVIZI PUBBLICI LOCALI

3.1 Per garantire l'efficienza amministrativa delle società pubbliche, occorre perseguire il potenziamento del controllo analogo e l'inclusione dei bilanci delle partecipate in quello comunale. (l’articolo 147-quater del D.Lgs. 267/2000 , inserito dal DL 174/2012, sancisce l’obbligo per gli enti locali di istituire un sistema di controlli sulle società non quotate partecipate da esercitarsi attraverso proprie strutture e l’obbligo di rilevare i risultati complessivi della gestione dell’ente locale e delle aziende partecipate mediante bilancio consolidato).

3.2 Va poi sostenuta con decisione la riforma delle Società partecipate per semplificare il sistema ed accorpare i diversi soggetti sotto il controllo del Comune; in particolare per i servizi previsti a gara, occorre sostenere a medio termine un progetto di aggregazione sotto il pieno controllo pubblico almeno a scala provinciale, a partire dal trasporto pubblico locale su gomma e dal ciclo integrato acqua/rifiuti.

3.3 Sul Servizio idrico integrato, l’esito del referendum del giugno 2011, con l’abrogazione dell’art. 23 bis, fa chiarezza circa la gestione del servizio idrico integrato che rimane in affidamento in house agli attuali gestori . A questo proposito occorre verificare l'opportunità di modificare la veste giuridica del gestore del Servizio Idrico integrato: da S.p.A. Totalmente pubblica a Ente pubblico di Gestione, senza che ciò comprometta il progetto strategico di gestione integrata acqua/rifiuti. La rimodulazione del calcolo della tariffa consentirà all’Azienda Multiservizi di individuare e stabilire le risorse economico/finanziarie da destinare agli investimenti necessari per migliorare e potenziare il servizio idrico integrato, garantendo gli elevati standard qualitativi sin qui assicurati.

3.4 Per quanto concerne invece il ciclo integrato dei rifiuti la situazione è più complessa.

La nuova autorità amministrativa (ATA) dovrà predisporre i capitolati per l’affidamento del servizio pluriennale per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti urbani (raccolta-trasporto+-smaltimento) con l’eventuale gestione della fase di recupero tramite impianti.

In tale contesto occorre individuare un percorso per arrivare ad aggregazioni funzionali delle aziende pubbliche attive in ambito provinciale, in accordo e unite per partecipare alla gara con probabilità di aggiudicazione.

La necessità di trovare al più presto questo tipo di soluzione deriva dallo scarso peso, sia patrimoniale che funzionale, di ogni singola azienda che non consente di affrontare singolarmente la gara a valenza europea avendo la ragionevole possibilità di vincere.

Sulla scorta di quanto sopra esposto Anconambiente deve immediatamente definire strategie di aggregazione con le Aziende che svolgono il servizio in ambito provinciale e assumere decisioni non più rinviabili, previa analisi approfondita delle norme di settore idonea a verificare la possibilità di affidare direttamente il servizio su scala provinciale e, in tal caso, privilegiando questa seconda ipotesi.

L’introduzione della raccolta differenziata, se da un lato ha portato vantaggi con la diminuzione dei quantitativi dei rifiuti conferiti in discarica (più del 60% di recuperati), dall’altro ha procurato difficoltà finanziarie e organizzative dovute ai corposi costi sostenuti per far fronte a questa tipologia di raccolta rifiuti. Il raggiungimento dell’obiettivo del 65% deve essere conseguito il prima possibile e nell’ottica della valorizzazione della frazione secca di recupero (carta, plastica, vetro, ecc..) e della minimizzazione dei trasporti è necessario accellerare sulla possibilità di realizzare, nella zona di Ancona, un impianto dedicato, con il quale sarà possibile spingere verso l'obiettivo rifiuti zero. Va poi evidenziata la necessità di procedere celermente con la realizzazione di impianti di trattamento della frazione organica (FORSU) in territorio provinciale, che riducano i costi di trasporto di questa componente evitando i viaggi fuori regione, anche attraverso l'integrazione dei cicli acqua e rifiuti e l'utilizzo degli impianti di depurazione presenti in provincia per il compostaggio.

 

  1. POLITICA CULTURALE INTEGRATA

Connotare Ancona città della cultura di rango europeo, per la straordinaria ricchezza architettonica, ma soprattutto per le attività che in questa città vengono realizzate a beneficio dell’intera regione.

La Mole, la Polveriera, l’Anfiteatro, il Teatro delle Muse, la Pinacoteca, il Museo della città, il Panettone, la Casa delle Culture: sono realtà esemplari dove le tante espressioni culturali ed artistiche che possono ospitare forniscono ad Ancona ed al suo territorio un'offerta culturale di grande qualità.

Attraverso queste realtà va incentivato l'inserimento della nostra città dentro i circuiti legati ad eventi nazionali ed internazionali (conferenze, congressi, mostre, etc...). La nuova circuitazione innalzerebbe notevolmente l’offerta culturale e costituirebbe la necessaria spinta per l’indotto e per nuove opportunità imprenditoriali ed artigianali (servizi, artigianato e commercio) da localizzare prevalentemente nel centro storico, incentivando nuove iniziative d’impresa con fondi o con la messa a disposizione di locali pubblici. La nuova circuitazione, oltre a soddisfare la domanda di turismo itinerante, creerà la movimentazione necessaria ad una rinnovata richiesta di offerta culturale, economica ed occupazionale. In questa prospettiva si potrebbe valutare l’opportunità di riprendere la positiva esperienza di visite guidate nell’Ancona sotterranea, risolvendone i problemi legati alla sicurezza e valorizzando l’antico acquedotto ed il sistema di cunicoli ad esso associati, recuperando quella memoria storica e culturale.

In questo momento di scarse risorse finanziarie è necessario non disperdere i risultati fino ad ora raggiunti e indirizzare l’attenzione verso azioni in grado di valorizzare e potenziare lo straordinario patrimonio di competenze e professionalità maturate in questi anni, estendendo il più possibile la fruizione di cultura e promuovendo la partecipazione di tutte le fasce sociali, in particolare delle giovani generazioni; è indispensabile intensificare la collaborazione a tutti i livelli e nei diversi settori con le altre amministrazioni pubbliche e le istituzioni culturali della regione per favorire economie di scala, promuovere il coordinamento delle attività e reperire insieme nuove risorse all’interno della programmazione regionale, nazionale e comunitaria.

 

  1. RIORGANIZZAZIONE DELLA MACCHINA COMUNALE E REPERIMENTO DELLE RISORSE

5.1 Riaffermare il valore fondamentale della partecipazione attiva dei cittadini nei processi decisionali e di governo della città, adeguando la struttura comunale, attraverso nuove forme di gestione del decentramento dei servizi, alle modifiche legislative intervenute con la soppressione delle Circoscrizioni e ribadendo, al contempo la titolarità costituzionale del Comune all'organizzazione, sul territorio, delle proprie funzioni. A tal fine nel breve/medio termine, va dato seguito, a partire dalla modifica dello Statuto comunale, alla istituzione elettiva dei Consigli Territoriali di Partecipazione, in analogia con quanto definito anche da altre amministrazioni comunali della Regione e del Paese, non disperdendo un patrimonio di radicamento, di esperienze, di relazioni sociali e di servizi fondamentali per l'intera comunità. Il concetto guida dei Consigli Territoriali deve essere la responsabilità diffusa, cioè la reale compartecipazione dei cittadini che si attivano per avanzare proposte e verificare in progress l'azione amministrativa, anche attraverso le moderne modalità di comunicazione istituzionale (web), perseguendo il consolidamento di un civismo diffuso nella popolazione. In sede di ulteriore definizione dei compiti, questi organismi potrebbero acquisire competenze specifiche anche in ordine alla gestione di quote significative di bilancio, ottimizzando l'utilizzo delle risorse disponibili rispetto alle reali esigenze del territorio.

5.2 La trasformazione in senso federale del sistema delle autonomie, la moltiplicazione di funzioni e di responsabilità attribuite agli enti locali e la drastica contrazione delle risorse, sia economiche che umane, richiedono una attenzione particolare nella individuazione delle azioni e degli interventi necessari alla piena rifunzionalizzazione e ottimizzazione della struttura comunale, da perseguire nel breve termine a partire da scelte non più derogabili relative alla sua piena ed adeguata informatizzazione e alla logistica.

La riorganizzazione comunale, va realizzata garantendo il coinvolgimento dell'insieme dei dipendenti e sviluppando una concertazione sindacale, rispondente alla necessità di definire un modello organizzativo semplificato e flessibile, capace di redistribuire le competenze secondo un criterio di organizzazione per progetti finalizzata a superare le rigidità e le sovrapposizioni dei diversi settori, valorizzando così anche le risorse disponibili, da accompagnare con adeguati percorsi formativi, a partire dal potenziamento delle funzioni di programmazione e di reperimento dei fondi pubblici, regionali, nazionali ed europei, erogati con bandi.

Vince il ballottaggio con 20669 voti contro i 12356 di Italo D'Angelo.

Diventa così la prima DONNA Sindaco di Ancona.

Sarà Pierfrancesco Benadduci il nuovo segretario del Pd di Ancona. Riconfermato così l'impegno del neo eletto per rilanciare il Pd cittadino. Determinato a ricostruire il tessuto del partito è' così che Pierfrancesco Benadduci unico candidato sottolinea la sua volontà affermata anche durante la sua candidatura alla Segreteria del Pd di Ancona.

Questi i risultati del Congresso comunale Pd: su una platea congressuale di 431 iscritti hanno votato 265 persone.Solo una scheda nulla e 15 bianche. Per un totale di 249 voti validi per il candidato.
Ora si attende la nuova Assemblea comunale, composta da 74 membri più il Segretario gli invitati permanenti ed i componenti di diritto, convocata per martedì 12 novembre alle ore 19, dove ci sarà la proclamazione ufficiale con la costituzione dell'organismo.

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