"Lettera di due partigiani di Ancona"

 

 

Era il 25 aprile 2015, il Teatro della Muse era colmo di gente e noi Partigiani presenti pieni d’orgoglio.

 

Ancona, attraverso il suo Sindaco, Valeria Mancinelli, ci consegnava la Cittadinanza benemerita quali protagonisti preziosi dell’antinazifascismo.

 

Un simbolico abbraccio di tutta la Città ai partigiani, sinonimi di libertà.

 

Libertà, parola magica che sconfisse la paura. Libertà parola per la quale abbiamo combattuto, sofferto, vinto, per un’Italia libera e migliore.

 

Mentre nelle città, sulle colline, sui monti, molti nostri compagni morivano. Là dove la libertà nasceva.

 

Su questi principi è nata la Costituzione della Repubblica Italiana, principi che consideriamo inviolabili e che, secondo noi, la legge approvata dal Parlamento di Riforma Costituzionale, e che viene sottoposta a Referendum popolare il 4 Dicembre, rispetta pienamente.

 

La prima parte della Costituzione che sancisce I PRINCIPI FONDAMENTALI, I DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI e che, a ragione, viene considerata la Costituzione più bella del mondo, non viene toccata.

 

Viene modificata la seconda parte della Costituzione che riguarda l’organizzazione dello Stato, in cui ci sono limiti e difetti che gli stessi Costituenti misero subito in luce; frutto di un clima , quello della guerra fredda, in cui prevalse la logica della paura dell’avversario politico, per cui nessuno doveva essere messo in condizione di governare.

Non a caso abbiamo avuto 63 Governi in 70 anni!

Quella stagione è superata ed è giusto che il Paese sia dia una organizzazione istituzionale più efficiente e democratica dove i cittadini possano contare di più.

 

Siamo d’accordo con i contenuti della Riforma Costituzionale, che fanno parte da sempre del bagaglio della cultura della sinistra riformista del Paese:

 

superamento del bicameralismo paritario, con una Camera eletta direttamente dal popolo e una Camera in rappresentanza delle autonomie locali;

la diminuzione del numero dei Parlamentari;

l’eliminazione del CNEL;

l’equiparazione degli stipendi dei Consiglieri Regionali a quello del Sindaco del Capoluogo;

l’attribuzione chiara delle competenze tra Stato Centrale e Regioni, per superare la montagna di contenziosi che in questi anni hanno paralizzato l’attività legislativa;

la limitazione della decretazione d’urgenza, che, questa si, ha espropriato il Parlamento della propria funzione;

il rafforzamento degli istituti di partecipazione;

il potenziamento del sistema delle garanzie sia per l’elezione del Presidente della Repubblica che dei membri della Corte Costituzionale.

 

 

Le funzioni e i poteri del Governo non cambiano, il nostro rimane un sistema Parlamentare, le funzioni e i poteri del Governo e del Presidente del Consiglio non cambiano.

 

La novità che il Presidente del Consiglio avrà la fiducia della sola Camera favorisce la stabilità dei Governi e responsabilizza chi governa nei confronti degli elettori.

 

La necessità della Riforma, (come sosteneva Nilde Iotti, nonché il Programma dell’Ulivo di Prodi) serve anche per eliminare l’anomalia tutta italiana di due camere che fanno le stesse cose che allunga i tempi per l’approvazione delle leggi e può rendere l’Italia ingovernabile, come già accaduto, quando i risultati elettorali si sono diversificati da una Camera all’altra.

 

Una Riforma, perciò, che per noi è necessaria; dopo quaranta anni di tentativi andati a vuoto finalmente il Parlamento, a larga maggioranza, ha approvato una buona legge, a cui noi speriamo gli Italiani al Referendum diranno SI.

 

Non vediamo attentati o tradimenti alla Costituzione vigente né abbiamo preoccupazioni per la democrazia, anzi pensiamo che questa Riforma apporta le modifiche necessarie a superare le criticità, che già i padri costituenti avevano messo in luce, per garantire stabilità dei Governi e velocità nella approvazioni delle leggi.

 

Da ultimo, consideriamo una forzatura mescolare la Riforma della Costituzione con l’Italicum. La legge elettorale può essere cambiata in qualsiasi momento, salvo avere la maggioranza per farlo e capire in che senso modificarla.

 

Abbiamo sentito la necessità e la responsabilità di esprimerci e rendere nota la nostra posizione anche per intenderci sulla libertà di pensiero e di coscienza.

 

Noi che abbiamo combattuto per la libertà del nostro Paese, noi che amiamo l’Italia, noi che vogliamo un’Italia migliore per i nostri nipoti, per tutti i giovani, fedeli ai nostri principi voteremo SI.

 

 

Paolino Orlandini

 

Gianfranco Lucarini

 

 

 

 

 

 

 

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