Intervista all'Assessore Paolo Marasca - L.Graziosi

05 December 2016

La Cultura di un territorio richiama non solo le numerose arti che si evolvono in esso, ma anche le straordinarie esperienze, conoscenze e storie di vita delle persone che hanno vissuto e che vivono in quel luogo.

Non esiste quindi la divisione tra i ruoli di chi produce e di chi fruisce della cultura, poiché il cittadino le riassume in sé entrambe, in quanto produttore e consumatore della cultura.

Ma qual è il livello culturale nella nostra città? Chi meglio dell'Assessore Paolo Marasca (Cultura-Politiche giovanili-Turismo), può illustrarcelo?

 


INTERVISTA ALL'ASSESSORE COMUNALE

PAOLO MARASCA

 

Assessore Marasca, Ancona per la ricchezza che esprime a livello culturale può sviluppare ulteriormente un sistema innovativo di attrazione, accoglienza e sostegno per tutti, residenti ed operatori turistici?

Senza dubbio. Ancona è culturalmente molto ricca, e su due fronti: quello del patrimonio storico-artistico e quello del fermento di gruppi, associazioni e singoli che si occupano di cultura. In questi anni sono state sistemate quelle che definisco sempre le "infrastrutture culturali" secondo una politica serve proprio per fornire gli artisti, gli operatori della cultura, le associazioni di un paesaggio entro cui lavorare e crescere e si sposa con una sempre maggiore consapevolezza da parte della città della propria capacità di attrazione. Abbiamo un prodotto che funziona ora, possiamo veicolarlo e lavorare perché continui a migliorare. 

Quali opportunità e buone pratiche sociali intende offrire questa Amministrazione a tutte le persone che si dedicano a promuovere la cultura nel territorio anconetano?

Il lavoro svolto sull'infrastruttura culturale ci permette di mettere a disposizione di quanti si occupano di cultura e di promozione della città una grande quantità di strumenti materiali (spazi, sale, servizi) e immateriali (relazioni reciproche, inserimento in reti nazionali e internazionali, comunicazione). Un esempio è quello che riguarda la Mole Vanvitelliana che, in virtù di un progetto sull'intera struttura volto a renderla "sistema culturale" di caratura nazionale, ha rafforzato le relazioni e le interazioni tra i festival della città di Ancona che la Mole ospita. 

Esistono percorsi turistici a tema che caratterizzano la cultura della città di Ancona? In altre parole, si è in grado di coniugare la domanda delle persone interessate a conoscere Ancona con sistemi di offerta quali visite, luoghi storici, musei e monumenti?

Abbiamo un sistema di percorsi turistici organizzati, che deriva dalla nostra adesione al sistema di Trekking urbano nazionale, e abbiamo una serie di percorsi suggeriti attraverso il materiale di comunicazione del Comune ai visitatori. Un sistema già esistente, che tuttavia va migliorato ulteriormente, poiché solo da pochi anni la città ha sposato la propria vocazione turistica.

Si dice che Ancona sia una città di transito. E' possibile sfatare questa definizione con una città che divenga meta turistica?

E' possibile in parte. Ancona può ricoprire tre ruoli distinti: quello di capoluogo, con eventi capaci di avere un respiro nazionale e internazionale; quello di città all'interno della Riviera del Conero, con tutto quel che ne consegue in chiave di offerta culturale e di servizi; quello di porto, perché il turismo di transito è un turismo sempre più importante, su cui le stesse compagnie navali stanno insistendo, costruendo sempre più pacchetti che includono i luoghi di partenza e arrivo, e perché, ovviamente, puntiamo molto sul turismo crocieristico in costante aumento.

Quali possibilità di mercato del lavoro offre la nostra città ai giovani? Esistono progetti in merito?

Ancona è centro di particolare rilievo nel settore delle startup, grazie a realtà private che spesso si trovano a collaborare con il Comune, intenzionato a favorire questo genere di sviluppo d'impresa, e ad iniziative del Comune stesso. La città si è sempre distinta per uno spirito di esplorazione e di scoperta che la caratterizza culturalmente dai tempi di Ciriaco Pizzecolli sino ad oggi, e anche in questo caso appare piena di risorse che come amministrazione cerchiamo di far crescere alimentando relazioni, progetti comuni, facilitando operazioni, mettendo a disposizione spazi e servizi. 

Una città deve poter offrire ai giovani (e penso anche agli universitari) luoghi di ritrovo che rispondano ai loro desideri ed alle loro richieste. Ancona è in grado di farlo?

Abbiamo dato vita ad un tavolo permanente e molto ristretto per poter rispondere rapidamente ai bisogni degli studenti, cosa che cerchiamo di fare con continuità, intervenendo in più campi. Per quel che riguarda i luoghi di ritrovo, ad Ancona sono aumentati recentemente locali e circoli adatti al target degli universitari, anche per una bella spinta di iniziativa imprenditoriale. Queste realtà trovano il nostro sostegno, laddove possibile, quando organizzano attività ed eventi. 

Una città deve essere gradevole per chi vi abita e accogliente per i tanti croceristi che sostano nella città. Ancona lo è?

Lo è sempre di più, anche se bisogna compiere ancora molti passi. Gli aspetti positivi sono il porto antico, la riapertura dei Musei chiusi, la nuova veste dei siti archeologici ripuliti, uno iat turistico al porto che offre informazioni e suggerimenti a migliaia di persone, la qualità della proposta culturale che, elevandosi, garantisce maggiore appeal alla città. Ci sono ancora interventi da fare ma la città in generale sta imparando ad essere accogliente.

Come vitalizzare anche le periferie?

Sostenendo quelle attività che, attraverso l'aggregazione e lo sviluppo di temi legati alla cultura ma non solo costituiscono presidi attivi: le scuole di teatro e di danza, i luoghi di spettacolo, le scuole sportive. Con sostegno intendo non solo aiuto logistico, ma anche sviluppo assieme di progetti destinati ai residenti dei quartieri in cui queste realtà insistono, con il contributo anche economico da parte del Comune. 

Andiamo ad es. nella zona Archi-Piano S.Lazzaro dove risiedono nazionalità e culture diverse. Quali azioni possono essere attivate per una reciproca conoscenza ed arricchimento culturale?

Dal punto di vista strutturale, la zona degli Archi fa parte dei progetto di recupero delle periferie che sarà finanziato dal Ministero e questo si sposa perfettamente con il progetto che si occupa della Mole, che riteniamo capace di incidere beneficamente su tutto il quartiere. Dal punto di vista dei contenuti vale quanto detto prima: bisogna attivarsi in queste aree partendo proprio dalle comunità che vi vivono, ed è quello che stiamo facendo al Piano con l'apertura del Teatrino del Piano all'ex-crass.

 

Partito Democratico - Unione Comunale di Ancona

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