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Valeria Fedeli

Valeria Fedeli (Treviglio, 29 luglio 1949)

è una sindacalista e politica italiana, senatrice del Partito Democratico.

Eletta senatrice nelle elezioni politiche italiane del 2013, il 21 marzo 2013 è eletta

Vicepresidente del Senato della Repubblica per il PD.

Tra i vari disegni di legge presentati come primo firmatario si ricorda quello per l'istituzione di una Commissione parlamentare sul fenomeno dei femmicidi e dei femminicidi che raccolse tra i cofirmatari l'appoggio di molti esponenti di forze politiche anche di opposizione


 

Ieri mattina sono stata Firenze alla Leopolda. Il clima che ho trovato è stato positivo e costruttivo, con lo sguardo di tutte e tutti quelli che ho ascoltato e incontrato rivolto al futuro.

Ricostruzione, prevenzione, competitività, diritti, sostenibilità, accoglienza, innovazione, prestigio internazionale: queste le parole chiave emerse, intorno alle quali dobbiamo continuare a costruire una strategia e visione di futuro.

 

In particolare voglio segnalare l’intervento di Massimo Recalcati, che ha parlato in modo davvero convincente di come coinvolgere i giovani nelle sfide politiche.

C’è stato poi l’ intervento di Matteo Renzi, che ha rilanciato risultati e obiettivi del governo e si è soffermato sul referendum del 4 dicembre.

Sono una convinta sostenitrice del sì, come sapete, perché credo che la riforma serva all’Italia per accelerare sulla strada dell’efficienza, della stabilità, della competitività e della parità di genere. Questo è quello per cui siamo chiamati a votare, non una persona, una leadership o una classe dirigente. Spero quindi che questo mese scarso che manca al voto offra occasioni di discutere del merito della riforma.

Dobbiamo a tutti i costi evitare, invece, che questa ultima fase di campagna diventi una rappresentazione delle divisioni del PD. Al nostro interno si sono manifestati contrasti anche aspri, anche più di quanto avrei preferito, pur rispettando le diversità di posizione. Trovo inaccettabile, da questo punto di vista, che qualcuno ieri abbia urlato “fuori fuori” verso chi ha posizioni diverse da quelle espresse alla Leopolda. Ora dobbiamo tutte e tutti guardare avanti, recuperando il rispetto e la fiducia reciproci che sono la base dell’essere una comunità.

È anche per questo che voglio dire ancora grazie a Gianni Cuperlo per la responsabilità con cui ha agito in questi ultimi giorni, lavorando in modo costruttivo, insieme alle altre componenti del gruppo di lavoro, per condividere il documento di possibili modifiche all’italicum. Gianni, con coraggio e capacità di guardare lontano, ha lavorato concretamente per tenere unito il partito, e dobbiamo tutte e tutti ringraziarlo per questo. Ma non deve essere un ringraziamento formale. Deve essere invece un esempio da seguire: impariamo da lui e recuperiamo tutte e tutti la capacità di confrontarci sulle cose, in modo costruttivo e positivo.

Il PD dopo il 4 dicembre deve restare unito. Plurale e unito. Ne va del futuro del partito e dell’Italia, se siamo davvero convinti di essere la forza più capace di costruire il futuro.

Debora Serracchiani

Vice Segretario Nazionale
Responsabile Infrastrutture
Presidente Regione Friuli-Venezia Giulia

 

Nata a Roma nel 1970 è da vent’anni a Udine esercitando la professione di avvocato.

Dal 2006 al 2009 è consigliere provinciale ricoprendo di incarichi di vicecapogruppo e vicepresidente della commissione consiliare ambiente ed energia e di segretaria comunale del Partito Democratico di Udine.

La sua scena nazionale si apre il 21 marzo 2009 con un intervento tenuto all’assemblea dei circoli del PD a Roma, diventato subito molto noto sui social media e sulla stampa nazionale e estera.

Eletta al Parlamento Europeo con il sostegno di 144.000 preferenze.

Da deputata europea, è stata componente effettiva della commissione trasporti e turismo e supplente nella commissione giustizia e libertà civili, ha seguito da relatrice dossier importanti sul sistema ferroviario europeo e si è occupata prioritariamente di infrastrutture, mobilità, parità di genere, lavoro.

Locandina Evento

 

Eletta presidente della Regione Friuli Venezia Giulia il aprile 2013 a giungo è nominata Responsabile nazionale dei Trasporti e Infrastrutture del Partito Democratico nella nuova Segreteria nazionale del Segretario Guglielmo Epifani, incarico confermato il successivo 9 dicembre dal neoeletto segretario Matteo Renzi.

Nel marzo 2014 ho assunto l’incarico di Vicesegretario nazionale del Partito Democratico.

Intervistata in merito al Referendum costituzionale, cosi sintetizza le motivazioni del SI:

"Le ragioni del sì sono molto semplici, a chi vuole complicare le cose ricordo sempre che dobbiamo andare a votare per ridurre il numero dei parlamentari, per ridurre i costi della politica, superare le province e soprattutto per stabilire chi fa cosa tra Stato e Regione. Facendo ordine ed evitando che si torni sempre davanti ad un Giudice per stabilire chi ha ragione.

Credo che questa riforma  meriti il SI perché renderà questo Paese più competitivo, più efficiente, più snello e anche più veloce." 

 

Siete tutti invitati dal V° Circolo (Collemario, Torrete, Palombina) e dal PD Comunale al dibattito su come cambiare l'Italia esprimendosi con un "SI" al referendum costitizionale del 4 dicembre

con la presenza del Vice Segretario Nazionale PD Debora Serracchiani.

 

MERCOLEDÌ 9 NOVEMBRE ORE 20:45

PRESSO IL CIRCOLO IL GABBIANO VIA VOLTA 44

COLLEMARINO - ANCONA

 

 

 

Con oggi, 23 settembre, si conclude il primo giro di incontri “Parliamone con il Sindaco”.

 


 

Incontri iniziati il 20 luglio, organizzati dal Gruppo Consiliare del PD e da iscritti e simpatizzanti della nostra città.

Undici eventi ai quali hanno partecipato oltre 800 cittadini, registrando una presenza molto elevata di persone che, a volte, hanno sfidato l’inclemenza del tempo.

I luoghi della città, dove si sono svolte le manifestazioni, sono stati individuati dai circoli territoriali del PD :

Bar di Piazza Diaz , Parco di Collemarino e Palombina, Pineta del Passetto, Circolo Arti e Mestieri di Torrette, Bar Pippo Q3, Bar Martini di Corso C. Alberto, Bar Roberta Piazza Salvo D’Acquisto, Parco Belvedere a Posatora, Chiesetta delle Palombare, Circolo La Locomotiva Parco Verbena, Circolo Sbandati.

I temi emersi erano riferiti a molte specificità del posto. C’è stato comunque un “fil rouge” che ha legato tutti gli incontri: la sicurezza dei quartieri, la maggior pulizia delle strade, gli interventi manutentivi urgenti, il dissesto stradale, l’Uscita Porto e lo Sviluppo della Città.

Il Sindaco Valeria Mancinelli, la cui presenza ha riempito i luoghi degli appuntamenti, ha chiesto l’aiuto dei cittadini: «costruiamo insieme le “nuove sicurezze”, di fronte ad un mondo che cambia nessuno può restare fermo al passato. C’è bisogno di politiche che guardino alla piena integrazione, sia da parte delle istituzioni che dei cittadini. Contemporaneamente dobbiamo lavorare per garantire maggior sicurezza e vigilanza, di giorno e di notte.»

Su questi temi il Sindaco ha insistito più volte, affermando: «faremo la nostra parte affinché il rapporto con le forze dell’ordine, per altro già molto intenso, sia maggiormente adeguato alla situazione. Organizzerò con urgenza, entro l'anno, un nuovo incontro aperto a Piazza San Lazzaro dedicato specificatamente al tema della Sicurezza con la presenza del Questore».

«Vigili e spazzini garantiranno controlli e pulizia costanti - continua il Primo cittadino - e per iniziare con un intervento più capillare, si partirà dal Centro (spina dei corsi) e da Piano San Lazzaro con uno spazzino per quartiere per l’intera giornata. L’intenzione è quella di estendere questi servizi a tutti i centri con maggior densità di abitanti e di verde: dovendo però fare i conti con gli organici dei vigili, di AnconAmbiente e ancor prima con le risorse disponibili. Intanto attuiamo questi provvedimenti e verifichiamo, anche con AnconAmbiente, ulteriori possibili interventi. Inoltre al Piano e al Centro, area di maggior criticità, verranno installati nuovi servizi igienici.»

E’ opinione diffusa che ci sono persone poco educate che sporcano o si divertono a commettere atti vandalici. E la richiesta di molti cittadini è stata: “come possiamo aiutarvi?” A questa domanda il Sindaco Valeria Mancinelli ha sempre risposto: «l’aiuto vostro sarebbe un importante modello sociale di partecipazione al controllo per il rispetto della città. Vedremo: senza però pensare a ronde o sceriffi. »

Una caratteristica di Ancona, poco nota a molti cittadini, è quella di essere una città con oltre 460 chilometri di strade, due milioni di metri quadrati di verde, dodicimila alberi di interesse comunale. Ancona è un “grande giardino” sul quale viene impegnato gran parte del bilancio.

«Siamo costretti ad operare con un bilancio “severamente ridotto” dalla situazione economica generale e conseguenti politiche nazionali di austerità – prosegue il Sindaco – ma si sono comunque operate scelte che non penalizzano i servizi indispensabili: asili nido, scuole, servizi sociali, servizi in generale e le manutenzioni possibili, dando priorità alle aree più compromesse, e comunque aumentando gli interventi di anno in anno. E l’amministrazione lo sta dimostrando concretamente! »

«Su questa linea - ha continuato Il Primo cittadino nelle varie assemblee - abbiamo governato gli interventi circa il dissesto stradale. Interventi prioritari che impegneranno il 2017 e forse oltre. E non bisogna dimenticare che stiamo intervenendo su manutenzioni (verde, strade e alberi) da anni ferme o rallentate, anche a causa di continui tagli alle entrate. »

«Io sono in carica da 30 mesi - ricorda il Sindaco - mentre le manutenzioni da quanto tempo sono ferme? Le entrate sono “sicuramente” diminuite. Abbiamo diminuito le spese, vedi gli affitti di vari immobili, recuperato fondi e senza mai rinunciare ai servizi al cittadino. Ed intanto andiamo avanti con gli investimenti, in una continua ricerca di fondi, partecipando e vincendo bandi, regionali e nazionali. Tenendo la barra dritta dentro una visione generale della Città, del suo sviluppo nei prossimi anni. E già oggi vediamo il Porto Antico in parte recuperato, la Zona Passetto in fase di risanamento, il Corso Garibaldi in avvio di lavori per l’arredo urbano, la riapertura dell’ex cinema Metropolitan e poi, attraversando Piazza Cavour riaperta, su fino al Passetto un con nuovo manto d’asfalto lungo tutto il Viale della Vittoria. »

«Sul versante opposto, da Marina Dorica fino a Torrette – prosegue il Sindaco - verrà recuperata una lunga passeggiata a mare che accompagnerà e modellerà il golfo, recuperando e qualificando questa parte a nord. Interventi che interesseranno anche l’aumento delle corsie stradali della Flaminia. E, sempre a Torrette, all’interno dell’Ospedale Regionale, partiranno i lavori per il nuovo Salesi. E’ l’Ancona che cambia volto e vestito. Ed è sempre più bella! »

«Per l’INRCA va definitivamente stabilito con la Regione - ha evidenziato la Mancinelli - che qualora il progetto non fosse, e probabilmente non lo è, adeguato a contenere i servizi sanitari e i servizi non prettamente ospedalieri di ricerca indispensabili all’anziano, come la riabilitazione, la diabetologia ecc. questi dovrebbero restare alla Montagnola. Dove potrebbe trovare spazio anche il Tambroni. Su tali interventi sono pronti progetti e fondi; e già nel 2017 cominceremo a vedere opere realizzate in tutto o in gran parte, altre iniziate, altre ancora in fase di esecuzione. »

«Certo, le cose che restano da fare sono tante – ammette il Sindaco – dalle scuole abbandonate, all’ex Angelini, all’ex birreria Dreher, fino al “rudere” dal vecchio Lancisi, dove comunque è stato approvato un cambio di destinazione d’uso, conforme al territorio circostante. Per non parlare (anzi gridiamolo tutti!) del collegamento Porto/Autostrada, fermo da anni, sul quale l’amministrazione sta avviando un definitivo chiarimento con il Governo. »

“Parliamone con il Sindaco”, è un percorso di partecipazione straordinaria, destinato a risaldare quel legame tra l'Amministrazione Comunale e la gente che era andato disgregato. Un confronto diretto e franco anche sui temi specifici come la Sanità, la raccolta rifiuti e la Sicurezza. Oltre che rappresentare dei “rendiconti” periodici circa lo stato, l’avanzamento e le novità di “Ancona ancora più bella”.

Oggi, intanto, si è concluso quello dei primi 30 mesi.

REFERENDUM COSTITUZIONALE: UNA PRIMA VITTORIA

 

E’ scaduto il termine per la presentazione alla Corte di Cassazione dei moduli contenenti le firme dei cittadini che sostengono rispettivamente il SI e il NO nella campagna referendaria riguardante la legge di riforma della Costituzione, proposta dal Governo e approvata dalla maggioranza del Parlamento secondo la procedura prevista dall’articolo 138 della Costituzione medesima.

Ad essere precisi, il secondo comma del citato articolo 138 prevede che le leggi di revisione della Costituzione sono sottoposte a referendum popolare quanto, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

Il terzo comma dello stesso articolo prevede poi che se la legge sia stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle due Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti, non si faccia luogo a referendum.

Nel nostro caso il referendum è obbligatorio, in quanto la citata maggioranza dei due terzi non è stata raggiunta. Tuttavia, poiché le forze parlamentari che si oppongono all’entrata in vigore della riforma superano il quinto dei membri di ciascuna Camera, il referendum si sarebbe svolto comunque, anche senza la raccolta delle firme.

Questa campagna referendaria è servita per dimostrare che la popolazione italiana ha seguito i dibattiti parlamentari sulla riforma costituzionale e, interpellata, ha espresso chiaramente il proprio orientamento. La raccolta delle firme pertanto ha avuto lo scopo di quantificare, almeno con buona approssimazione, quanti cittadini si schiereranno per il Si e quanti per il NO. E la vittoria del Si è stata schiacciante: sono infatti state raccolte per il SI ben 580.000 firme, contro le 346.000 del NO.

Se si considera che a favore del NO si sono schierate tutte le opposizioni, di qualunque colore politico, si può apprezzare la grande portata di questa vittoria, che ha lasciato i sostenitori del NO con l’amaro in bocca.

Gli Italiani hanno compreso la portata storica della riforma costituzionale, un’occasione che, se lasciata cadere, non si ripresenterà più per almeno qualche decennio, ed hanno risposto favorevolmente a coloro che chiedevano di sostenerla con la propria firma.

Questo fa ben sperare per il senso di responsabilità che prevale nella maggioranza della popolazione, la quale non si lascia irretire dalle grossolane menzogne delle opposizioni le quali, nel loro furore verso la persona del Presidente Renzi e verso il PD, non si fanno scrupolo di ricorrere alle affermazioni più assurde e prive di fondamento, confidando nella cassa di risonanza che ad esse fanno i media. Ma il popolo italiano è meno stupido di quanto esse pensino e sa giudicare i fatti per quelli che sono, non curandosi delle opinioni di certi giornalisti pennivendoli.

Certo, non è questo il momento per il PD di adagiarsi sugli allori e considerare la partita già vinta. La maggior parte della popolazione, infatti, non è stata coinvolta dalla campagna per la raccolta delle firme e molte persone non conoscono neppure il contenuto della riforma costituzionale e la confondono con la legge elettorale.

Ciò è estremamente pericoloso perché è proprio su questo fatto che giocano i sostenitori del NO, cercando di presentare le due leggi come una sorta di combinato disposto dal quale, a loro avviso, deriverebbe una deriva autoritaria dello Stato. Si tratta di un’altra menzogna, ma è difficile che la gente lo capisca in un clima politico così surriscaldato e in una situazione di crisi che non è ancora stata purtroppo superata.

Il compito di informare correttamente gli Italiani spetta a tutti gli iscritti al PD.

Nel tempo che ancora manca al referendum, essi dovranno spendersi in ogni modo per contattare quanta più gente possibile e spiegare bene il contenuto della riforma costituzionale. Le forme di tale contatto non potranno essere le stesse utilizzate per la raccolta delle firme. Qui occorrerà soffermarsi a parlare con calma con coloro che verranno contattati perché comprendato la bontà della riforma. Penso ad un porta a porta, magari preceduto da telefonate che consentano agli interessati di poter dedicare una piccola parte del loro tempo all’ascolto, senza essere presi da altri impegni. Oppure potrebbero concretarsi occasioni di incontro con più persone in un locale pubblico, dove spiegare ai partecipanti la riforma ed eventualmente aprire con essi un dibattito.

Poiché la riforma costituzionale è solo l’ultimo, anche se il principale anello della catena di riforme che il Governo ha adottato nei due anni e mezzo trascorsi dal suo insediamento, non si potrà evitare di parlare anche della politica del Governo, prendere in esame i più importanti provvedimenti da esso adottati e ascoltare le osservazioni, anche se critiche, della gente, considerandole un contributo al possibile miglioramento di certe scelte.

In fondo, anche le migliori riforme rischiano di trasformarsi in un boomerang per qualsiasi Governo se non sono condivise dalla maggioranza degli interessati. E questo vale anche per il PD, il principale partito popolare d’Italia, che ha dietro di sé una lunga e gloriosa tradizione storica.

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