Intervista all'Assessore Emma Capogrossi - L.Graziosi

01 September 2016

E' probabile che, nella storia, il nostro e quello appena passato saranno ricordati come i secoli delle migrazioni.  Questo fenomeno, da sempre esistente, è diventato sempre più ampio, favorito anche dallo sviluppo dei mezzi di trasporto e delle reti di comunicazione. Molti studiosi, vista l'ampiezza delle migrazioni dei nostri giorni, si interrogano sulle cause, sull'inserimento degli emigranti nei Paesi di approdo e sulla trasformazione della loro identità culturale.

Ai vari tipi di migrazioni si è aggiunta anche quella dei profughi, costretti a lasciare il proprio Paese a causa di guerre, persecuzioni, carestie, violazioni dei diritti umani.

L'Italia, data la sua collocazione nel Mediterraneo, si trova ad essere la prima frontiera da attraversare per arrivare in Europa.

La nostra Regione, ed in particolare il Comune di Ancona, come affrontano questa emergenza umanitaria?


 

Lo abbiamo chiesto ad Emma Capogrossi, Assessore ai Servizi Sociali-Igiene e Sanità - Pari Opportunità del Comune di Ancona.

 

Assessore Emma Capogrossi, l'immigrazione nel nostro Comune è un problema?

"Da sempre l'accoglienza è un valore per i cittadini di Ancona. Qui si realizza una buona convivenza e un buon livello di integrazione. Direi quindi che non è un problema quanto un fenomeno importante."

 Sono prevedibili nuove ondate di arrivi? Qual è la situazione?

"Non sono previste "ondate di arrivi".  Ancona non è individuata come area di sbarco, ma è interessata dall'arrivo, quasi a cadenza settimanale, di un certo numero di profughi.  Il modello adottato dal Comune "Ancona città d'Asilo" nel progetto SPRAR, consiste nell'accoglienza cosiddetta "diffusa" di piccoli nuclei, disseminati nel territorio, così da evitare concentrazioni e facilitare l'accoglienza e l'interazione con la comunità locale."

 Ma all'affermazione ricorrente che "gli stranieri tolgono case, lavoro e risorse alla fascia più povera degli italiani", lei come risponde?

"Da anni sentiamo queste frasi, frutto della disinformazione, di pregiudizi e di speculazione ideologica tanto per creare scalpore. In realtà basta guardare alcuni dati, come per esempio quelli dell'occupazione:  gli immigrati che vivono stabilmente da anni sul territorio italiano sono il 10 % degli occupati complessivi, il tasso di disoccupazione è del 16,9% ed è invece il 12,2% per gli italiani. "

 

Secondo lei gli anconetani sono "razzisti"?

"Siamo una comunità di persone con forti valori e con un forte sentimento di solidarietà. Non voglio negare criticità che ci sono e che vanno affrontate soprattutto in certi contesti territoriali, approntando correttivi ed interventi che ci permettono di governare le situazioni. Ciò che stiamo facendo è tradurre i valori in cui crediamo in azioni concrete, per realizzare un welfare di comunità che dia risposte ai bisogni delle persone."

 E cosa significa realizzare un welfare di comunità?

"Significa costruire insieme alle tante realtà del Terzo settore (volontariato) un tessuto sociale forte, fatto di relazioni che sappiano fondare una buona convivenza, prevenire e sostenere fragilità. Un sistema in cui la responsabilità è condivisa.

Siamo riusciti a garantire, con la collaborazione di Associazioni e di Istituzioni bancarie, non solo le azioni già strutturate adeguandole ai bisogni che man mano sono emersi, ma si sono realizzati interventi anche a supporto di quella popolazione più fragile, la più colpita dalla crisi. Questo è il lavoro che costantemente viene portato avanti per affiancare i cittadini che più hanno bisogno di aiuto. "  

Partito Democratico - Unione Comunale di Ancona

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